Valencia (Spagna) 12 - 18 aprile 2026: proff. Bartoli e Bertoldi
Docenti: Bartoli Lucia e Bertoldi Christian
Tipo di mobilità: job shadowing
Destinazione: Valencia (Spagna) Scuola di destinazione: IES Luis Vives,
La nostra esperienza:
Obiettivo principale del nostro periodo di osservazione presso l’IES (Instituto de educación secundaria) Lluís Vives di Valencia era quello di confrontarci con un'altra realtà bilingue e vedere come l’aspetto del bilinguismo venisse gestito nella didattica e nella programmazione. Al Lluís Vives siamo stati accolti e assistiti dalla professoressa Gloria Esteve, referente dei progetti Erasmus + e abbiamo partecipato a lezioni di castigliano, storia, filosofia, tecnologia, inglese e tedesco, nonché a momenti di confronto con alcuni colleghi e con una ex dirigente della scuola. Abbiamo anche potuto visitare l’edificio che ospita la scuola, edificio di pregio in quanto ex convento dei gesuiti, che gravita intorno ad un bellissimo chiostro ombreggiato da banani e mandarini e che ospita anche una cappella seicentesca, utilizzata per concerti ed eventi culturali. Nel cortile esterno è ancora presente l’accesso a un rifugio antiaereo sotterraneo, intatto e visitabile, che veniva usato durante la guerra civile.
Nella Comunidad Valenciana ci sono due lingue ufficiali, quella castigliana e quella valenciana, dialetto prossimo al catalano. Nelle scuole di ogni ordine e grado, quindi, parte delle lezioni si svolge in valenciano e parte in castigliano, entrambe usate come lingue veicolari. Fino all’anno scorso, la percentuale di ore dedicata all’una lingua e all’altra era decisa a livello centrale, pur con la possibilità per le scuole di calibrare l’offerta a seconda delle esigenze. Da quest’anno è invece stata introdotta una novità legislativa, poco apprezzata dai docenti con cui ci siamo confrontati, che prevede siano i genitori stessi a decidere quale delle due lingue debba avere la priorità nel percorso educativo dei propri figli, dando vita a sezioni distinte con più insegnamenti in castigliano o in valenciano.
Oltre a questo aspetto, che per la complessità e la stretta relazione con questioni politiche, storiche e sociali, merita un approfondimento in diversa sede, abbiamo potuto osservare una scuola all'apparenza simile alla nostra, ma per certi versi diversissima. Le relazioni tra studenti e insegnanti e l'atmosfera in aula risultano molto più informali e all'apparenza caotiche, ma abbiamo poi notato che le interazioni e gli scambi mantengono generalmente un livello piuttosto alto per forma e contenuti.
Da segnalare in particolare la gestione degli smartphone e i risultati di tale gestione: per legge della Comunidad Valenciana gli smartphone sono assolutamente vietati in ogni spazio dell'edificio scolastico. Uno studente che venisse sorpreso ad usarlo andrebbe incontro al sequestro del device da parte della scuola per 7 giorni. Gli studenti hanno confermato che questo avviene realmente. Il risultato è abbastanza sorprendente e lo si può osservare in particolare nei momenti di pausa, dove i ragazzi si relazionano tra loro in un modo che avevamo dimenticato.
